Le Milan pleure Angelo Anquilletti

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Il fut un des meilleurs latéraux de l'histoire du football italien et plus particulièrement du Milan AC dont il a porté le maillot durant onze saisons de 1966 à 1977.

C'est lors d'un froid matin d'hiver qu'Angelo Anquilletti a définitivement fermé les yeux à l'âge de 71 ans, des suites d'une longue maladie. À Milan, et principalement sous l'égide de Nereo Rocco, il y a remporté neuf trophées : un Scudetto, quatre Coupes d'Italie, deux Coupes des coupes, une Coupe d'Europe des clubs champions et une Coupe intercontinentale. Avec 418 apparitions, il est encore aujourd'hui le 9e joueur le plus capé de l'histoire du Milan AC. Paradoxalement, on ne le verra que très rarement en sélection où il compte deux sélections car barré par Tarcisio Burgnich, son collègue de l'Inter.

Là-haut, il retrouvera Roberto Rosato, l'un des autres onze héros de la nuit de Madrid (victoire 4-1 contre l'Ajax de Cruijff en finale de la C1 de 1969), parti trop tôt. VP
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jean-registre Niveau : CFA2
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Jacquie est Michel ?
JuanSchiaffino Niveau : National
une réponse du mythique Gianni Brera, à la question d'un jeune de 16 ans, admirateur d'Anquilletti et de Rosato.

j'ai d'abord voulu traduire mais:

tradutore, traditore + ce serait vraiment laid de triturer les mots du grand Gianni.

OSATO E ANQUILLETTI

Carissimo Gianni Brera, ho sedici anni e sono un ammiratore di «Anguilla» Anquilletti e «Baby Face» Rosato, alfieri del Milan mondiale. I miei amici, invece, sostengono che sono solamente due scarponi ignobili.Quindi, chiedo il tuo parere

I tuoi amici sono irriverenti e fuori dal vero. Anquilletti non è precisamente uno stilista, bensì un pratico. Si attacca all'avversario, sia esso un'ala o un centravanti, e non lo molla per nessun motivo al mondo. Lo stile è rozzo ma la dedizione è tale che riesce a far sempre la sua brava figura.

Per giudicare i difensori, bisogna sempre tenere onesto conto del lavoro di protezione che davanti a loro svolgono i centrocampisti.
Talvolta un difensore sballa senza colpe di sorta: il concetto è così ovvio che ho pudore a ripeterlo: ma se i tuoi amici disprezzano Anquilletti, evidentemente non lo tengono presente.

Così lo ribadisco anche a difesa d'uno stopper che ha meritato più volte la maglia azzurra: «Baby face» Rosato.
Il piemontese è afflitto da un valgismo sconfortante: egli tuttavia ha sempre avuto un coraggio superiore a qualsiasi remora di indole estetica: ed ha avuto ragione di tutto e di tutti. Senza quelle ginocchia vaccine, Rosato entrerebbe di diritto fra i migliori prodotti in assoluto della nostra pedata.

Sa battersi con spirito leonino, sa pic­chiare quanto basta, sa piazzarsi meglio di tanti e aver ragione di avversari che, a tutta prima avresti pensato che dovessero travolgerlo.
La sua battuta, poi, è nitida nei due piedi, e qualche volta potente: non a caso egli ha incominciato come mediano di spinta.
Da: Storie di Calcio

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